Vincenzo Maimone e il suo “Sicilia terra bruciata” all’Eschilo Lab di Gela

Presentata ieri sera all’Eschilo Lab di Gela una nuova storia di Vincenzo Maimone e del suo commissario Costante. La Sicilia è al centro della scena, terra nota per le contraddizioni che fiera porta con sè.

Insieme a Costante e Serravalle, coppia fortunata dei romanzi noir di Vincenzo Maimone ci troviamo ad Acireale, descritta dallo stesso senza veli, inquietante ed estranea a logiche turistiche .

Il  commissario Costante è reduce da una forzata vacanza per un grave incidente, e ancora non è certo che sia il momento giusto per riprendere.

Ben due casi lo attendono le intimidazioni di stampo mafioso al sindaco e ad un onorevole è ordinaria amminastrione, quello che lo inquieta e gli toglie il sonno è  l’uccisione da parte di un pirata della strada del preside in pensione del liceo cittadino.

Cominciano le indagini ma un altro delitto si aggiunge alla lista, quello della professoressa Santonocito, trovata legata e con la lingua mozzata. Non si fa in tempo a provare orrore quando un altro insegnante viene trovato assassinato, scuoiato.

Il ritmo con cui Vincenzo Maimone ci serve il suo ultimo noir è incalzante e lo si evince bene dalle letture scelte e lette da Monica Bevelacqua che ha presentato l’autore ieri sera all’Eschilo Lab.

Seguiamo la vicenda di un serial killer, lo seguiamo nella costruzione mentale e materiale dei suoi delitti. Fino ad un crescendo finale che aspettato o meno lascia un sapore amaro in bocca, quasi di sconfitta.

Stasera alle 21 presso l’Eschilo lab di Gela sarà il turno di Alberto Minnella e del suo “Portanova e il cadavere del prete”, terzo noir dell’autore che ha riscosso successo di pubblico e di critica lungo tutto lo stivale.  Con questo noir approdiamo nella Siracura del 1964.

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