Vittime del Clorosoda:” perizia inaccettabile, sembra scritta da funzionari Eni”

Non c’è nesso di casualità tra i decessi degli operai e le sostanze utilizzate nell’impianto Clorosoda dell’ex Anic di Gela  in cui essi lavoravano- È questo che hanno risposto i periti alle domande degli avvocati delle parti ricorrenti, nell’udienza, in incidente probatorio,che si tenuta ieri al Tribunale di Gela davanti al Gip Fabrizio Molinari. Ma i familiari delle vittime, che sono arrivate a 20 e i 118 operai,  che hanno subito dei danni biologici permanent,i non ci stanno. «Una perizia superficiale e inaccettabile, che sembra scritta più da un funzionario dell’Eni che dai Ctu del tribunale». È il giudizio espresso dal comitato “Vittime del Clorosoda”, che porta avanti la sua battaglia dal 2006, nei confronti dell’indagine scientifica medico-legale dei tre professori del policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma. Sul banco degli imputati 17 ex dirigenti dell’Eni indagati per omicidio colposo e lesioni  I periti hanno illustrato ogni parte della loro indagine riferendo che le sostanze inquinanti e tossiche nel posto di lavoro non avrebbero mai superato i limitati massimi di tolleranza stabiliti dalla Legge, tranne che nei casi di eccezionale accidentalità. I dati in loro possesso sono stati forniti dall’Eni perché l’impianto non esiste più. Per i tre Ctu, le maestranze sarebbero state prontamente allontanate dai luoghi più a rischio e fatte ruotare in altre zone dell’impianto quando i valori delle loro analisi si avvicinavano alla soglia massima. Ma gli operai accusano i vertici del petrolchimico gelese di avere manipolato i risultati dei test clinici e delle visite mediche che si effettuavano nel centro sanitario aziendale. L’impianto clorosoda, chiamato “impianto Killer” è rimasto aperto dal 1971 al 1974, finendo sotto la lente di ingrandimento delle indagini della procura di Gela. La prima udienza si è tenuta nel 2012. Ieri il  Gip si è riservato di decidere. Tre le ipotesi: il rinvio a giudizio gli imputati, il loro proscioglimento o la richiesta di un supplemento d’indagine. 

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