Vive a Gela l’amica del cuore di Veronica, e svela il “segreto” del telefonino

  È una casalinga di trent’anni, è di Santa Croce, ma vive a Gela l’amica del cuore e testimone di nozze di Veronica. Si chiama Carmela Campo e difende l’amica Veronica, colei che è accusata dell’omicidio del piccolo Loris. Del telefono cellulare ritrovato ha riferito “Lì dentro non c’era nulla di speciale, soltanto foto e video che farebbe ogni mamma orgogliosa e innamorata dei propri figli”. E toccherà adesso  alla scientifica riferire cosa ci sia là dentro. Carmela  è  convinta di una cosa: “Per come la conosco io, Veronica non può aver fatto del male a suo figlio”. E ancora “La stanno dipingendo come una strega, una persona completamente diversa da come viene descritta dai media”. Carmela  è giovane, ha studiato scienze sociali a Ragusa e vive nella nostra città, in una casa accogliente, dove fa la mamma e la moglie.  Carmela ha cercato di  ricostruire il cosiddetto giallo del telefonino fantasma. Innanzitutto non è un telefonino di un’amica prestato alla mamma di Loris, ma l’esatto opposto.“La scorsa estate, fra fine giugno e luglio – racconta Carmela- nel mio telefonino s’era rotto il display e Veronica si offrì di prestarmi il suo”. Veronica avrebbe preso uno dei suoi cellulari, senza sim inserita, e l’ha prestato all’amica, la quale ha inserito la sua sim. A rivelare l’esistenza di questo secondo telefonino agli inquirenti è stata la stessa Veronica Panarello, giovedì, durante l’interrogatorio nel carcere di piazza Lanza a Catania. Fatto, però, smentito dall’avvocato difensore, Francesco Villardita, il quale ha affermato che non esiste un secondo cellulare. Accertamenti in corso anche su uno telefono cellulare che era in uso dal piccolo Loris, che il bimbo utilizzava per fare foto e inviare messaggi, e sui due cellulari di Veronica: il primo, già da oltre una settimana in possesso degli investigatori, e il secondo prelevato in casa della mamma di Carmela Campo, a Santa Croce Camerina. Qui era stato riportato dalla stessa Carmela perchè  nel frattempo il marito aveva sistemato il suo. Da questo telefonino ci si aspettava la rivelazione dei segreti di questo delitto, invece dai primi risultati delle verifiche non risulterebbero contenuti di significativo interesse nella memoria interna, solo filmati e video del bambino, niente di utile per le indagini. Ma la presenza di un secondo apparecchio, comunque, apre altri interrogativi per le indagini. C’era una seconda sim per questo cellulare ? E se davvero ci sono altre sim, come ad esempio nel vecchio telefonino che usava Loris  possono raccontare delle diverse verità rispetto a ciò che ha raccontato Veronica? Carmela difende l’amica: “Lei non è così come la descrivono tutti” e aggiunge “Veronica è un’amica esemplare, mamma amorevole, per me come una sorella».