Vivere in povertà cambia il Dna, e porta a sviluppare ansia e depressione

Vivere in povertà può persino cambiare il Dna, portando a sviluppare ansia e depressione e consumare droghe. Questo quanto verificato da uno studio svolto da alcuni  ricercatori della Duke University, e pubblicato sulla rivista Molecular Psychiatry. In poche parole c’è depressione e depressione. Quella economica, come quella del ’29,  narrata da John Steibeck,  poi c’è quella intesa come prostazione fisica, e pschica cosí come recita il dizionario Treccani.  Per un lungo periodo  malattia veniva associata ai mali esistenziali dell’occidente ricco, oggi possiamo dire che tale concetto è propio falso, in quanto secondo gli scienziati statunitensi la depressione affonda le sue radici proprio nella povertà.  
Gli studiosi hanno esaminato comportamenti di ragazzi cresciuti in famiglie in difficoltà economiche: in molti di essi  si è notato un aumento dell’attività di un gene presente in un’area del cervello, l’amigdala, che è coinvolta negli attacchi di panico e quando si deve decidere se attaccare o fuggire. Il gene chiamato in causa è il  SLC6A4. Inoltre i livelli di serotonina, noto anche come l’ormone della felicità, sono più bassi. E propio questi cambiamenti possono essere trasmessi alle generazioni successive.
Questo spiega perchè la depressione è più frequente in alcune famiglie più povere. Un grido di allarme che potrebbe riguardare anche la città di Gela. 
La povertà, secondo quanto rilevato dallo studio, è associata a un quadro di salute generale peggiore, e ad un maggior rischio di malattie mentali, tra cui ansia, depressione e dipendenza