Gelesi, volete la bicicletta? Pedalate! – Il turismo su due ruote.

Quella di Gela, rispetto ad altre località siciliane, è una città mediamente piccola quanto ricca di potenzialità ed imprenditori. Uno dei problemi lamentati dagli abitanti e l’assenza di piste ciclabili adeguate e di una consona regolamentazione del traffico. Accento si è rivolto all’imprenditore Marco Maniglia che da sempre crede nelle risorse del suo territorio e ha in progetto un esclusivo parco giochi per bambini, oltre ad avere la sua minipista ciclabile all’interno di una delle sue attività commerciali . Attraverso le domande che gli sono state rivolte abbiamo capito meglio alcuni particolari sul mondo delle due ruote a Gela e sulle sue idee progettuali.

Come nasce il business dei velocipedi? Quali sono i requisiti per il noleggio?

Più che di business si parla di lavoro. Nel mio caso tutto parte dal fatto che avevo aperto un negozio di biciclette che disponeva anche di bici elettriche.  Da lì abbiamo realizzato con successo una sorta di rent-bike, perché i cittadini hanno compreso il messaggio divertendosi con pochi euro per le vie della città, ovvero piazza, lungomare e Macchitella.

Quanto al noleggio, anzitutto richiede la maggiore età.  Al di sotto dei 18 anni bisogna  essere accompagnati dai genitori, soprattutto se si tratta di bicicletta a pedalata assistita di cui si potrebbe fare un uso inappropriato. Fondamentale anche l’utilizzo del casco, da mettere sempre e comunque.

Come si sta evolvendo l’uso delle due ruote in città?

Si sta evolvendo in maniera positiva, ma mancano le piste ciclabili. Sarebbe carino creare una sorta di bikepark, ma in questo siamo indietro. Spero che l’amministrazione presente o quelle future appoggino questo tipo di servizi.

A tal proposito, quali sono i rapporti con l’amministrazione comunale?

Da parte mia c’è sempre stata totale disponibilità, anche perché a Gela abbiamo un’associazione importante come la FIAB che dà molte indicazioni all’amministrazione. Non so come questa risponda, ma da quello che vedo in giro non sembrano risposte positive a quelle che potrebbero essere le esigenze del ciclista, professionista e non.

È d’accordo con chi dice che prima di guidare uno scooter sarebbe meglio imparare ad andare in bici?

Assolutamente. Ma da bambini ancora prima delle biciclette muscolare è necessario imparare ad andare sulla bici pedagogica. I bambini in tenera età non hanno il senso della pedalata e acquisiscono il senso dell’equilibrio  mantenendosi sulle gambette di queste bici.

Anche la bici elettriche sono tutta un’altra cosa da quelle che vediamo in città e definiamo erroneamente tali. Quelle che vediamo da queste parti preferiamo chiamarle a “pedalata assistita”, perché danno una mano d’aiuto nelle salite o nel caso in cui vi siano problemi alle gambe e necessità di una pedalata più dolce. Per legge, queste biciclette devono avere un motore da 250 e velocità massima a 20 km/h. Se questa velocità viene superata il motore deve bloccarsi.

In che modo l’ingombro eccessivo del traffico influisce sulla vostra attività e sull’utilizzo della bici?

Il modo di utilizzare la macchina è completamente anarchico. Spesso vedo auto parcheggiate male o messe al contrario, a discapito dell’educazione stradale e del senso civico. Personalmente ripristinerei lo street control, perché quando c’era la situazione stava migliorando. Ciò regolamenterebbe anche l’utilizzo delle bici, dando rispettivi spazi e corsie per marciare in armonia con auto e pedoni. 
Ultimamente si è visto che oltre alle due ruote vanno molto gli skate, come nel caso dei ragazzi della SMAF e de Los Zetas Crew.

Sì, e sono davvero entusiasta di quello che stanno facendo questi ragazzi. Li ammiro e sono orgoglioso di avere dei coincittadini che praticano questo tipo di sport. Alcuni di loro hanno dato anche dei consigli utili nell’attrezzare il mio negozio.

Ci sono nuovi progetti al momento oltre alle vostre attività commerciali?

Stiamo creando un nostro brand, una sorta di pedalata ecologica tra i monumenti della città. Gela  è un bellissimo posto che noi tutti dovremmo imparare ad amare e proteggere. Ho in progetto anche un parco giochi che darebbe lavoro a una decina di famiglie. Non riesco a capire perché la burocrazia non faccia altro che procrastinare l’avverarsi di alcune aspettative.

Bisognerebbe dare possibilità agli imprenditori di potere investire. Quello dell’amministrazione non è un problema di soldi ma di autorizzazioni e concessioni. Ma anche bisognerebbe approfittare del mare e del clima stupendo che abbiamo, rendere il centro storico un posto appetibile e creare regolamenti sensati e adeguati. Come sono stati i concessi i terreni al McDonald, ai campetto da tennis perché non concederne anche agli imprenditori. Io sto creando un mini bikepark da corredare al parco giochi ed eventualmente anche a un trenino turistico che passa per la città. Occorre che la città recuperi la consapevolezza della propria identità, e i cittadini vogliono che l’identità sia turistica.

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