Walk with me ovvero del “Qui e Ora”

Hic et nunc è una locuzione latina che tradotta significa “qui e ora”, spesso utilizzata per indicare qualcosa che non può essere rinviato.

Non solo, hic e nunc, contiene dentro di sè un significato più profondo, filosofico, a cui moltissimi filosofi si sono ispirati per parlare della condizione umana, del suo vivere il presente non preoccupandosi di ciò che il futuro riserva e quindi di comprendere che nella sua finitudine, nel qui e ora, risiede la felicità.

E’ di questo che racconta “Walk with me“, il docufilm riprende la vita ascetica di una comunità religiosa che vive di precetti quali la castità, la letizia, la povertà.

Il film segue la scelta di questi monaci di spogliarsi di ogni bene  e seguire un percorso alla ricerca di una  nuova vita e di nuovi valori.

Ho trovato interessante l’idea che sta alla base della Mindfullness e ho trovato coraggiosa la scelta di intraprendere un viaggio intimo e coraggioso attraverso la spiritualità. Il film pecca, a tratti, di ripetitività e appare spesso didascalico.

L’idea che sta alla base della Mindfullness è sicuramente affascinante ma appare difficilmente praticabile soprattutto quando non si vive in un villaggio spogliati di tutto e di tutti.

Sono 93 i minuti che Walk with me ci regala, sono 93 minuti molto intensi dove l’anima dello spettatore è colpita da immagini di vita quotidiana, dal dispiegarsi di rituali, meditazioni, cerimonie.

La regia sembra non esserci perchè nulla spiega ma testimonia e registra anime e corpi liberi da meccanismi quotidiani di causa-effetto a cui tutti ci sottomettiamo.

Una campana scandisce lo scorrere del tempo, ad ogni ora qualsiasi cosa si stia facendo, ci si ferma e si libera la mente dagli affanni per godere del presente, del qui e ora.

Esercizio difficile alla quale i monaci si sottopongono. Loro sembrano riusciti a rifuggire la paura della morte, del domani, del tempo che scorre. Ma come?

Hanno sofferto e compiuto scelte dolorose. La sofferenza è dunque un male necessario per giungere alla consapevolezza. Vi pare troppo new age? Si, a volte questo film scade in queste trappole. Ma sa anche regalare inrense emozioni, fa riflettere, riesce a farci fermare. Fa in modo che lo spettatore si guardi dentro per 93 minuti.

Apre le porte dei tuoi affanni, dei fantasmi, delle paure e ti chiede di affrontarle. Con coraggio. Vi pare poco?

A me, no. Si è fatto tardi, corro a comprare una campana.