Young runner Gela: da Catania il dono degli attrezzi per i giovani atleti

Sono state la società Panathlon e la Cus Catania a regalare gli ostacoli per consentire agli atleti della Young Runner Gela a continuare ad allenarsi. Gli attrezzi, 6 ostacoli,  della società sportiva gelese, allenata dal tecnico Massimo Bianca, erano stati rubati durante la trasferta a Milano, per partecipare ai campionati italiani. Attrezzi che erano stati acquistati dagli stessi giovani atleti, che non hanno mai avuto una pista per allenarsi. Ma perchè rubare gli ostacoli, se non esiste una pista in città?. Nè impianti, nè palestra ma solo la strada, tra mille pericoli, è sempre stata la pista dei giovani runners gelesi, che nonostante tutto hanno raggiunto risultati eccezionali. La giovanissima atleta Giorgia Di Vara può vantare il record regionale nei 400hs allieve con 1’02″29, e ha raggiunto avrebbe il minimo per i partecipare ai mondiali e anche il minimo per gli assoluti di fine mese. Ma attorno a lei si è formata una squadra di atleti che si stanno imponendo in ambito nazionale. Clara Tasca è arrivata dodicesima ai recenti campionati italiani allievi con due record regionali: 7’13″9 nei 2000 siepi e 11’38″30 nei 3000 metri, stabilito qualche giorno fa agli assoluti regionali di Messina. Inoltre Samuele Licata, che vanta, come primo anno allievo,  55″43 sui 400hs e 1’57″30 negli 800 ed e giunto 5 agli italiani allievi nei 2000 siepi in 6’19” nonostante due cadute. Inoltre detiene il record italiano cadetti nei 1200 siepi. E ancora Mario Bianca da 3’30” nei 2000 siepi e 1000 in 2’44″2 e 2000 in 6’04″8 e tanti altri giovani promesse dell’atletica leggera che vivono in un territorio difficile come quella di Gela. Negli ultimi due anni il comune ha messo a disposizione uno spazio all’aperto adiacente alla palestra del Palacossiga dove ha realizzato un piccolo rettilineo di 3 corsie in tartan di 60 metri.  Poco, ma meglio del nulla. I piccoli atleti ricordano quando in un allenamento in spiaggia sono stati inseguiti da un branco di randagi, e sono stati  costretti a buttarsi a mare per non farsi mordere.

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