Zona Franca d’eccezione e Interporto: strumenti per lo sviluppo di Gela

 

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa da parte dell’associazione Interporto Gela

<<L’Associazione Interporto di Gela presieduta da Marco Fasulo ha avuto una videoconferenza con dei grossi e potenziali investitori molto interessati alla realizzazione dell’opera Interporto Gela. L’opera che da stime approssimate è del valore di circa 5 miliardi di euro.

Lo aveva fatto qualche anno fa con una lettera aperta all’amministrazione comunale ma con scarsi risultati anche perché per creare zone franche i comuni non hanno competenze specifiche se non quelle di proposta. Devono esserci determinati requisiti e ricorrere particolari condizioni perché Stato e Regione possano in concorso decidere di creare delle zone franche.

«La gente sta soffrendo per la grande carenza di lavoro e per l’inefficienza della politica locale – afferma il Dott. Marco Fasulo – e oggi la soluzione a tutti i nostri problemi è la Free Trade Zone (zone franche d’eccezione) nel porto di Gela. Si creerebbero le condizioni ideali per attrarre investimenti di capitali esteri che produrrebbero tantissimi nuovi posti di lavoro e Gela e la Sicilia diverrebbero un’area strategica al centro del Mediterraneo».

Ma perché le zone franche sono così appetibili in un territorio povero di risorse, con tassi di disoccupazione elevati e con carenza di investimenti da parte delle imprese?

Al loro interno le attività produttive beneficiano di un regime particolare in materia doganale e fiscale esercitando una forte attrattività di investimenti in infrastrutture e servizi logistici. Nel medio e lungo periodo determinano la crescita del territorio creando valore aggiunto e occupazione. A godere dei benefici non sono solo le grosse imprese multinazionali, ma per certi aspetti le piccole e medie imprese. Ciò che l’Associazione Interporto di Gela chiede adesso non è una zona franca classica caratterizzata essenzialmente dall’esonero dei diritti di dogana e, a volte, da quello delle imposte indirette, ma una zona franca d’eccezione, ove possono offrirsi altri tipi di agevolazioni fiscali (imposte dirette, tributi locali), vantaggi finanziari e amministrativi per le imprese ed anche altri incentivi di natura economica e sociale. A tale categoria si ricollegano le zone economiche speciali, le zone d’impresa e l’insieme delle zone di riconversione economica.

La free trade zone potrebbe rappresentare per Gela e il suo hinterland il volano sia per l’apertura di nuovi mercati che per lo sviluppo di tutta l’economia del nostro territorio. Essa consentirebbe agevolazioni speciali per le imprese di produzione, di commercio, di stoccaggio, di consulenza e di servizi finanziari che consistono in esenzioni fiscali, riduzione dei dazi sulla riesportazione, sgravi contributivi.

La free zone di Gela non dovrebbe essere isolata ma dovrebbe essere integrata in tutto il territorio della Sicilia sia operando sul mare che sulla terraferma estendendosi ad altre zone portuali, come Catania, Augusta, Siracusa, Licata, Catania, Trapani e Palermo. In tal modo, Gela e la Sicilia attrarrebbero miliardi di euro di investimenti in infrastrutture non solo portuali e interportuali ma anche connesse alla vocazione agro-alimentare della piana di Gela, che è seconda solo a quella di Catania.

La free trade zone, inoltre, costituirebbe una ulteriore spinta per la realizzazione, il completamento e il potenziamento di altre infrastrutture quali l’autostrada Siracusa/Gela superstrada Gela-Catania, le linee ferroviarie, la annessa centrale elettrica, il metanodotto Libia-Gela, l‘autostrada Gela-Siracusa, l’aeroporto di Comiso.

Il progetto dell’Interporto di Gela da qualche tempo è stato oggetto di attenzione da parte dell’ex senatore di Forza Italia Gioacchino Pellitteri, che al suo primo insediamento al Senato aveva presentato un disegno di legge sulla zona franca di Gela, senza avere alcun seguito. Pellitteri ha sposato la proposta dell’Associazione Interporto di Gela, e ritenendola meritevole di essere sviluppata, l’ha fatta propria trasformandola in una mozione approvata all’unamità da tutto il consiglio Comunale di Gela nel gennaio 2013.

«Nel mondo, le free zone sono tutte situate in zone strategiche – ha dichiarato – per il rifornimento di vaste aree continentali, ed operano anche come conglomerati sinergici d’imprese, aumentando le potenzialità di ciascuna. Senza entrare nel merito delle agevolazioni speciali, che potrebbero vertere su settori specifici dell’economia, e che potrebbero consistere in zero imposte sul reddito per i primi dieci anni di attività, seguiti da flat tax e Irpef al 10%, più esenzione Iva e dazi doganali per l’esportazione, contributi di costruzione sino a 500.000 euro, collegamento gratuito di acqua, luce e gas, e concessione agevolata dei terreni sino a 99 anni».

Nel 2015 è stato raddoppiato il canale di Suez e il traffico a 30 miglia dal Golfo di Gela è raddoppiato da 35.000 unità navali a 70.000 unità navali all’anno pari al 25% dell’intero traffico mondiale.- Il pescaggio del canale di Suez consente a navi da 21.000 teu di attraversarlo senza alcun problema. Come è noto nel 2020 tutte le unità navali verranno alimentate a metano e nel territorio di Gela arriva già il metano libico. Oggi il Golfo e la città di Gela sono ad alta attrattiva economica per le multinazionali che intendono investire nel nostro territorio per i seguenti motivi:

1°) per il rifornimento di metano alle navi di passaggio con un traffico di 70.000 unità all’anno

2°) per il transhipment di containers provenienti dall’estremo oriente e dall’India

3°) Per le aree dismesse dell’Eni da bonificare e già organizzate per ospitare i containers in transito

L’on.le Matteo Salvini a Gela e precisamente al Porto Rifugio di Gela qualche giorno addietro ha ricevuto ufficialmente dal Dott. Marco Fasulo il Progetto Interporto Gela e la Delibera del Consiglio Comunale di Gela inerente la Trade Free Zone in modo da portarli nei dovuti tavoli istituzionali per la loro definiva approvazione.- Il gruppo Finanziario formato da diverse Multinazionali ha chiesto al Dott. Marco Fasulo almeno una legge speciale Regionale che garantisca l’enorme impegno finanziario per poter iniziare la progettazione del progetto esecutivo dell’Interporto di Gela.- Gela, 11 Novembre 2017>>